La ballata degli astratti

BALLATA D’AMORE AI TEMPI DEL COVID

È un brano cantautorale ma anche un originale libriccino illustrato, lanciato sui social e …
In questi ultimi tempi ha fatto capolino sui social “La ballata degli astratti innamorati”, un curioso mix fra illustrazione, musica e scrittura. Ciò che colpisce è il delizioso cofanetto, un piccolo scrigno che aperto libera una lingua di carta multicolorata su cui si muovono teneri e improbabili personaggi; al suo interno un Cd con la traccia della canzone. “La ballata – dice l’autore, Gabriele Geminiani, – è una poesia d’amore, un fatto realmente vissuto, filtrato attraverso le suggestioni delle letture adolescenziali dei poeti del Dolce Stil Novo, con il loro struggimento nei confronti dell’amata, sempre irraggiungibile e dalla bellezza ineffabile. Il brano musicale è stato registrato nel lontano 2005, la stampa del libretto è del 2012, il confezionamento in questo fine 2020, forse perché in un momento cupo e gravoso avevo bisogno di qualcosa che mi scaldasse il cuore.”

Il brano è preceduto da un prologo nonsense e propedeutico, che vorrebbe fornire le coordinate “scoordinate” di un tempo sospeso, di un luogo abitato dalla poesia e in cui il viandante dei tempi nostri, possa sostare e rifocillarsi.

La ballata è un piccolo ma sentito tributo a De André, agli ultimi della terra, emarginati, reietti che abitano le periferie desolate, quelle strade in cui “non ci va mai nessuno, perché non portano a niente” come recita la canzone. Ma al di là della fine tragicomica dei due protagonisti, è l’amore che trionfa su tutto. Vi è un possente e originale slancio amoroso e una fauna bizzarra che solidarizza con gli amanti strampalati, fa il tifo per loro. Persino dio, travestito da babà, partecipa al festeggiamento cosmico dei due sfortunati amanti, come premio per tanto libero, universale amore.

L’autore Gabriele Geminiani, è un professionista poliedrico da anni creativamente attivo nei campi della comunicazione e della progettazione grafico-editoriale. Parallelamente porta avanti una personale ricerca artistico-antropologica che ha come tema il rapporto fra l’uomo e le cose, fra questi e il passare del tempo in cui è impegnato con perizia tassonomica a raccogliere, accumulare, rubricare oggetti e frammenti di cose smarrite nel tempo e nello spazio, da cui far nascere lievi narrazioni editoriali ed espositive. È l’ideatore del San Marino Green Festival.
Perché acquistarlo? Beh certamente non ci risolve la vita, ma un tocco di poesia e leggerezza in questo momento cupo e gravoso può davvero essere un buon toccasana.

PS: Tecnicamente l’illustrazione è una linoleografia colorata, poi riprodotta con la tecnica litografica.

Fonte: comunicato stampa