Pelli paraguaiane e deforestazione: due leader indigeni Ayoreo per la prima volta in Italia per fermare la distruzione della loro terra

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Due membri del popolo Ayoreo Totobiegosode del Chaco paraguaiano – il leader Porai Picanerai e l’attivista Darajidi Rosalino Picanerai – arrivano per la prima volta in Italia questa settimana per denunciare il legame tra le pelli importate in Italia dal Paraguay e la distruzione della loro foresta ancestrale. 

L’Italia è la principale destinazione mondiale per le pelli paraguaiane, riceve infatti oltre la metà delle esportazioni globali del Paese e il 99% di quelle destinate all’UE, ma molte concerie del Paraguay commerciano con allevamenti che occupano e deforestano illegalmente la terra degli Ayoreo Totobiegosode. 

Nello stesso territorio vivono anche alcuni gruppi Ayoreo incontattati, l’ultimo popolo incontattato del Sud America sopravvissuto di fuori del bacino amazzonico: sono costretti a vivere perennemente in fuga da invasori e bulldozer in un’isola di verde che si sta restringendo sempre più. A rischio è la loro stessa sopravvivenza. 

Oltre a un’Audizione presso il Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, i due leader ayoreo hanno in programma per questa settimana diversi incontri istituzionali e politici di alto profilo presso il Ministero degli Affari Esteri e il Vaticano, e un incontro pubblico a Milano. 

Porai Picanerai è uno dei leader degli Ayoreo e da decenni guida la lotta del suo popolo per i propri diritti umani e territoriali. Ha vissuto incontattato per la prima parte della sua vita ed è stato testimone della progressiva occupazione del suo territorio ancestrale e della devastazione causata dagli allevamenti di bestiame.

Solo poche settimane fa, insieme ad altri 100 Ayoreo, aveva bloccato un’importante arteria stradale paraguaiana proprio per protestare contro la negligenza dello stato paraguaiano e la distruzione della foresta in cui vivono i suoi parenti incontattati. “Dopo il contatto forzato, siamo stati abbandonati dal governo, che ignora i nostri diritti mentre permette alle grandi aziende di distruggere la nostra foresta” aveva denunciato Porai. “I nostri parenti incontattati dipendono dalla foresta. Anche noi dipendiamo dalla foresta, che viene distrutta con bulldozer e incendi. Mentre altri traggono profitti dalla nostra foresta, a noi non resta nulla, e i nostri bisogni e diritti sono ignorati.”

La visita in Italia giunge in un momento cruciale perché entro la fine di aprile la Commissione Europea procederà a una revisione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR – European Deforestation-free Regulation) e l’industria conciaria italiana sta facendo pressione, anche tramite il governo italiano, affinché il pellame sia escluso dall’elenco dei prodotti che dovranno sottostare a tale regolamento, che impone un tracciamento completo delle materie prime a rischio di deforestazione lungo tutta la loro filiera. 

Nel 2023, il gruppo italiano Pasubio, azienda leader del settore, aveva annunciato la decisione di rinunciare ad acquistare pellame da fornitori che con la loro attività minacciano direttamente o indirettamente le foreste abitate dagli Ayoreo del Paraguay. La decisione di Pasubio era arrivata a seguito di un intenso dialogo con l’ufficio italiano di Survival che aveva presentato contro l’azienda un’Istanza formale presso il Punto di Contatto Nazionale dell’OCSE. Da allora, l’azienda non ha più effettuato nessuna importazione dal Paese. Se la decisione di Pasubio rappresenta un precedente positivo importante, tuttavia, le aziende italiane che continuano ad acquistare pellame dal Paraguay restano ancora moltissime.

“Il caso drammatico degli Ayoreo dimostra quanto sia cruciale che le aziende italiane ed europee smettano di acquistare pellame proveniente da fornitori che con la loro attività minacciano direttamente o indirettamente le foreste abitate da popoli incontattati come gli Ayoreo” ha dichiarato Francesca Casella, Direttrice dell’ufficio italiano di Survival International. “Non è una mera questione di principio, per questi popoli può davvero rappresentare la differenza tra la vita e la morte.”

“Se il governo paraguaiano non trasferirà agli Ayoreo Totobiegosode i titoli di proprietà della loro terra ancestrale, espellendo tutte le compagnie agroindustriali che oggi la occupano e la deforestano, gli Ayoreo incontattati rischieranno lo sterminio.” 

FOnte: comunicato stampa