Crescono gli eventi climatici estremi, 3.631 (erano circa 3.400 nel 2023), la temperatura ha raggiunto un aumento di 1,5 °C rispetto alla media 1991-2020, contro una media mondiale di circa +0,65; si è registrato un taglio molto contenuto delle emissioni di gas serra, pari a circa -2,3% (era -6,5% nel 2023) mentre i consumi energetici tornano ad aumentare. Dopo un 2023 che aveva dato segnali positivi, grazie a un taglio delle emissioni di gas serra abbondantemente in linea con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione, i principali trend climatici ed energetici del 2024 non sono positivi.
È quanto emerge dalla sesta edizione del Rapporto “10 Key Trend sul clima”, realizzato da Italy for Climate e pubblicato in occasione della Giornata mondiale della Terra, che fornisce una rappresentazione sintetica delle tendenze rilevanti in materia di clima ed energia che hanno caratterizzato l’Italia nel 2024.
I dati pubblicati nel Rapporto danno l’immagine di un Paese che ancora non sta marciando con il passo giusto sulla via della transizione energetica e che, per di più, paga i costi sempre più salati degli impatti crescenti della crisi climatica. Tra emissioni che ancora non si riducono quanto dovrebbero, solo il 2,3% (che porta a un taglio complessivo del 28% rispetto all’anno base 1990, insufficiente a conseguire gli obiettivi europei e gli impegni dell’Accordo di Parigi al 2030) e consumi di energia di nuovo in crescita, in totale controtendenza rispetto agli impegni 2030 sull’efficienza energetica. Aumento dei consumi che è stato trainato dai trasporti e dagli edifici, due ambiti su cui più si possono misurare le politiche nazionali di decarbonizzazione, da un lato, e le scelte dei cittadini, dall’altro. L’unico ambito della transizione energetica su cui si può promuovere – ma non a pieni voti – l’Italia nel 2024 resta quello delle rinnovabili, con eolico e solare che insieme hanno raggiunto +7,5 GW di nuovi impianti installati, un salto in avanti rispetto ai 5,7 GW del 2023 ma ancora lontano dagli oltre 10 GW all’anno che sarebbero necessari per conseguire i target 2030. E proprio grazie alla crescita delle rinnovabili degli ultimi tre anni, rinnovabili che nel 2024 hanno rappresentato il 49% della produzione nazionale. L’Italia ha tagliato in due anni appena di 7 punti percentuali la dipendenza energetica dall’estero (passata dal 79% del 2022 al 72% nel 2024) riducendo così le importazioni dei costosi combustibili fossili.
I 10 Key Trend sul clima del 2024
- Crisi climatica – Ancora record per gli eventi climatici estremi con 3.631 eventi, un valore triplicato rispetto al 2018, con ben 1,600 episodi di piogge intense. Nuovo record per la temperatura, +1,5 °C rispetto alla media 1991-2020, contro il +0,65 °C alla scala globale.
- Acqua – Sono di 7 miliardi di metri cubi di acqua equivalente le scorte idriche, con un deficit del 36% sulla media del periodo 2011-2022 e picchi di -86% nel bacino del Tevere e dell’Aterno.
- Emissioni – Circa il 2,3% il taglio delle emissioni, poco più di 10 milioni di tonnellate di gas serra, che attesta le emissioni nazionali a circa 375 milioni di tonnellate nel 2024, con un forte rallentamento rispetto al -6,5% del 2023.
- Energia – I consumi finali di energia invece di ridursi tornano a crescere con un aumento di 1,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) pari a +1,5% sull’anno precedente.
- Dipendenza energetica – grazie alla crescita delle rinnovabili la dipendenza dall’import fossile scende al minimo storico: 72% contro il 79% del 2022. L’Algeria è il primo fornitore di combustibili fossili mentre e rientra nella top ten anche la Russia, seppure con appena il 4%.
- Produzione elettrica –Prosegue la decarbonizzazione del settore elettrico con un nuovo record storico, 1 kWh prodotto in Italia ha emesso appena 200 grammi di CO2, quasi il 65% in meno rispetto ai primi anni ’90. Questo, in particolare, grazie alle rinnovabili che hanno contribuito per il 49% alla produzione elettrica nazionale, record assoluto a un soffio dallo storico soprasso di carbone e gas.
- Eolico e solare – +7,5 GW di nuovi impianti, un buon risultato, ma lontani da quanto necessario per conseguire i target del 2030 e da quanto installato in Germania (+21 GW). Un dato positivo la crescita delle Comunità energetiche rinnovabili, che in un anno sono triplicate e hanno superato nel 2024 le 300 iniziative.
- Industria – Ridotte del 40% le emissioni dal 1990 e nuovo record per l’intensità carbonica del valore aggiunto (la quantità di emissioni prodotte per unità di ricchezza prodotta), sceso a circa 340 milioni di tonnellate di gas serra per milione di € prodotto, ma pesano due anni consecutivi di riduzione della produzione industriale.
- Edifici – Crescono i consumi energetici (0,9 Mtep) e calano le vendite delle pompe di calore (scese a meno di 360 mila unità), bene il fotovoltaico residenziale con oltre 1,6 milioni di impianti installati sui tetti delle case degli italiani (oltre 9 GW di potenza installata, pari al 15% di tutti i consumi elettrici residenziali).
- Trasporti -Si conferma il vero settore hard to abate d’Italia con le emissioni cresciute di oltre il 2% sul 2023, superando le 110 milioni di tonnellate di gas serra. Italia fanalino di coda in Europa per l’auto elettrica: solo il 4,2% delle nuove autovetture immatricolate sono state elettriche (in diminuzione rispetto al 2023).
Fonte: comunicato stampa






