Digitalizzare le aree rurali e montane dell’Italia: PEFC Italia e UNIPisa presentano Desira

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Migliorare la connettività e l’accesso ai servizi digitali per le popolazioni delle aree montane, aumentare l’attrattività dei territori montani, valorizzare formazione a distanza e smart working per ripopolare le aree remote del Paese. Sono queste le  raccomandazioni politiche e le proposte funzionali che PEFC Italia, Amigo, CNR-ISTI e UNIPI presentano grazie al progetto “DESIRA” (finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020) per promuovere in Italia l’adozione di strumenti digitali in maniera sostenibile nelle aree rurali e montane. 

Valutare l’impatto della digitalizzazione nelle aree montane e rurali, nell’agricoltura e nella gestione forestale. È questo l’obiettivo diDESIRA(Digitisation: Economic and Social Impacts in Rural Areas), il progetto europeo finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 (2019-2023) coordinato dal Prof. Gianluca Brunori del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa che, in un’ottica interdisciplinare, ha coinvolto un Consorzio costituito da 25 partner in tutta Europa. Attraverso 20 “Living Labs” condotti nei vari Paesi europei dai partner del consorzio, Desira ha studiato gli impatti socio-economici dell’innovazione legata alle telecomunicazioni, per capire come massimizzare i benefici della tecnologia al servizio del territorio secondo i principi della sostenibilità e dell’innovazione responsabile e contribuire alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU.  

Per l’Italia, il PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, ha coordinato  un Living Lab su tecnologie al servizio della tracciabilità delle filiere foresta-legno-energia (legna da ardere, cippato e pellet). Il tavolo di lavoro ha individuato le principali problematiche che affliggono il settore e – studiando la situazione passata e presente e analizzando gli scenari futuri – ha valutato in che modo la digitalizzazione potrebbe trasformarlo da qui al 2031, ad esempio nella lotta all’illegalità all’interno della filiera legno-energia e nel miglioramento della tracciabilità. 

Proprio a partire da questo lavoro, PEFC Italia, insieme ad Amigo, CNR-ISTI e UNIPI – ha definito una serie di raccomandazioni politiche e di proposte funzionali per promuovere in Italia l’adozione di strumenti digitali in maniera sostenibile nelle aree rurali e montane. Le proposte sono state presentate nel corso del webinar “Digitalizzare le aree interne dell’Italia: sfide e opportunità nel progetto Horizon 2020 DESIRA” moderato dal giornalista Simone Cosimi e a cui hanno preso parte Gianluca Brunori (professore UNIPI, coordinatore progetto Desira), Marco Bussone (Presidente UNCEM), Angelo Frascarelli (Presidente ISMEA) ed Eleonora Mariano (Responsabile progetti PEFC Italia). 

“La digitalizzazione è un cambiamento socio-tecnico, nel quale le componenti tecnologiche e quelle sociali sono strettamente collegate: non deve essere vista come un fine, ma uno strumento al servizio delle aree montane e rurali”, spiega il Professore dell’Università di Pisa Gianluca Brunori, coordinatore del progetto DESIRA. “Per questo il progetto DESIRA ha scelto un approccio di tipo interattivo e ha sviluppato una metodologia per l’analisi basata sul coinvolgimento di diversi attori – dagli agricoltori e gestori forestali agli studiosi, fino ai decisori politici – così da incontrare i bisogni degli utenti e delle popolazioni coinvolte e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Proposte per la digitalizzazione sostenibile delle aree montane e rurali

In generale, stando al rapporto DESI (Digital Economy and Society Index ) della Commissione Europea, l’Italia – su 27 Paesi – occupa il diciottesimo posto nella classifica sullo stato di digitalizzazione. L’Italia sta quindi colmando il divario rispetto all’Unione europea (nel 2021 era al ventesimo posto), ma c’è ancora molto da fare: oltre la metà dei cittadini italiani non dispone neppure di competenze digitali di base. Inoltre le tecnologie di connessione – 4G, 5G, fissa – ancora non  raggiungono in maniera uniforme le aree rurali. 

“È necessario sviluppare infrastrutture che permettano alle aree rurali e montane di stare al passo con il resto del Paese per quanto riguarda la connettività e le possibilità di utilizzo della rete, delineando una roadmap che indichi agli organi di governo come accompagnare tali comunità nella transizione digitale sostenibile. In ogni caso, è fondamentale che la tecnologia sia co-progettata con gli attori e gli utenti locali, sulla base delle esigenze presenti e future e delle specificità del territorio”, sottolinea Eleonora Mariano, Responsabile progetti per PEFC Italia. 

“Grazie alla digitalizzazione, si possono superare disagi fisici e svantaggi socio-economici, sviluppare maggiore sensibilità ambientale. Ad esempio, le tecnologie digitali possono anche aiutare a prevedere, prevenire e mitigare i principali danni prodotti dalle calamità naturali e/o antropiche, come alluvioni, inquinamento, siccità e incendi”, aggiunge Gianluca Brunori

Ecco dunque le raccomandazioni politiche e le proposte funzionali per promuovere l’adozione di strumenti digitali in maniera sostenibile nelle aree rurali e montane individuate da PEFC Italia, Amigo, CNR-ISTI e UNIPI nell’ambito di DESIRA. 

  1. Migliorare la connettività e l’accesso ai servizi digitali per le popolazioni delle aree montane. Secondo le indicazioni di PEFC, Amigo, CNR-ISTI e UNIPI, è necessario accelerare sul Piano nazionale per la banda ultra larga, al fine di sviluppare un’infrastruttura che consenta alle aree rurali e montane di tenere il passo con il resto del Paese.
  2. Pianificare lo sviluppo attraverso nuove forme di cooperazione. La digitalizzazione  può avere un’importante funzione aggregativa e di coinvolgimento nelle aree montane e rurali, con l’obiettivo di creare “smart villages” in cui non conta tanto il numero di tecnologie implementate quanto l’utilizzo che se ne fa per sostenere la comunità stessa. Tra le iniziative da mettere in campo emerge anche la creazione di fondazioni pubblico-private che promuovano la nascita di start-up e imprese nelle aree montane e lavorino su attrazione e utilizzo di fondi per il potenziamento della digitalizzazione nelle aree montane. 
  3. Sostenere la creazione e il mantenimento di posti di lavoro nelle aree montane.
    La pandemia ha favorito la diffusione di forme di lavoro e studio a distanza, spingendo anche molte persone a cercare luoghi più tranquilli, a contatto con la natura e in cui il costo della vita è mediamente più basso. Per questo è fondamentale da una parte sviluppare soluzioni che promuovano lavoro e studio a distanza nelle aree rurali, ad esempio trasformando aree pubbliche in spazi di co-working, dall’altra implementare percorsi universitari che prevedano la formazione a distanza per consentire agli studenti di formarsi nei loro territori e integrare le competenze acquisite con l’esperienza diretta di gestione quotidiana dei loro territori.
  4. Aumentare l’attrattività dei territori montani e il riconoscimento dei servizi generati dalla gestione sostenibile del territorio. Questo sarebbe possibile, secondo PEFC Italia, sostenendo  la creazione di strumenti in grado di stimare e riconoscere il valore effettivo dei servizi offerti dagli agricoltori, dai forestali e dai cittadini alla comunità, come ad esempio il monitoraggio ambientale e il taglio dell’erba. Questo tipo di riconoscimento anche economico aiuterebbe a creare “nuovi lavori” e a combattere lo spopolamento, aiutando a mantenere le attività agricole che non possono essere sostenute soltanto dal loro reddito.

Il progetto DESIRA, che si concluderà ufficialmente nel 2023, si occuperà inoltre di contribuire allo sviluppo delle politiche in tutta l’Unione Europea e di facilitare un Forum sulla digitalizzazione rurale proprio per discutere il modo in cui le politiche potrebbero affrontare opportunità e sfide della digitalizzazione anche nei settori agricolo e forestale e per la gestione delle aree montane.

Fonte: Comunicato Stampa

Foto Credits: Pixabay