Se butti male… finisce in mare!

Cotton fioc, buste, mozziconi di sigaretta, tappi e reti. Sono solo alcuni dei tanti rifiuti che si trovano sempre più spesso sulle spiagge, per non parlare di quelli che si trovano in mare insieme alle microplastiche.

Rifiuti di ogni forma, genere, dimensione e colore, frutto della cattiva gestione a monte e dell’abbandono consapevole, che continuano ad invadere anche il Mar Mediterraneo e i lidi italiani. Eppure ogni persona può contribuire alla riduzione di questo fenomeno, che minaccia l’intero ecosistema marino e la sua biodiversità, attraverso un comportamento più virtuoso ed ecosostenibile, a partire da una crescente e attenta raccolta differenziata.

Se butti male… Finisce in mare!

Un messaggio che Legambiente e Corepla – il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – lanciano soprattutto alle giovani generazioni, cittadini attenti e sensibili, attraverso il progetto educativo “Se butti male… Finisce in mare!” destinato alle scuole primarie e secondarie siciliane. Obiettivo è quello di approfondire il problema dei rifiuti che finiscono in mare e sulle spiagge, capire insieme come si possa contribuire con le proprie scelte a prevenire il problema del beach litter, imparando a differenziare di più e meglio i rifiuti.

Ad oggi si sono iscritti al progetto “Se butti male….Finisce in mare!” ben 14 istituti dislocati nelle città di Palermo, Catania, Taormina (Me), Agrigento, Bagheria (Pa), Modica, Donnalucata (frazione di Scicli in provincia di Ragusa), Catalabiano e sono ben 43 le classi che verranno seguite dagli educatori dei circoli costieri. Tutte le classi avranno a disposizione una guida per approfondire il tema del marine litter, delle microplastiche e dei rifiuti in mare e in spiaggia e riceveranno anche un diario per l’attività di monitoraggio scientifico. Suddivisa in dieci capitoli, la guida spiega perché i rifiuti plastici finiscono in mare, quali problemi generano agli ecosistemi marini, cosa possiamo fare noi attraverso esperimenti e laboratori. I ragazzi delle scuole saranno, inoltre, coinvolti in attività di children science partecipando al monitoraggio beach litter sulla quantità e la tipologia di rifiuti presenti in spiaggia.

Legambiente – ha spiegato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – da anni studia il fenomeno del marine litter anche grazie a una esperienza diffusa di monitoraggi scientifici praticata in tutto il paese da volontari e cittadini, considerata da più fonti istituzionali internazionali come una delle esperienze più avanzate al mondo della ‘citizen science’. Un’esperienza che vogliamo far conoscere anche alle scuole e ai ragazzi per far toccare con mano il problema, ma anche per evidenziare le soluzioni che passano anche dalla prevenzione dei rifiuti, dalla raccolta differenziata e dal riciclo. Il marine litter è un problema globale e grave che necessita di azioni a tutti i livelli, non per ultimo quello dell’educazione ambientale”.

Attraverso questa iniziativa vogliamo formare i ragazzi non solo alla corretta raccolta differenziata ma anche informarli su come gli imballaggi in plastica, se raccolti e riciclati, possano trasformarsi in una nuova risorsa”, ha dichiarato Antonello Ciotti, Presidente di Corepla “Questa è una delle iniziative che stiamo mettendo in campo per permettere alla Sicilia di incrementare ulteriormente le quantità di raccolta differenziata che solo lo scorso anno sono cresciute del 55%. Ma non ci fermiamo qui. Il 22 e 23 marzo abbiamo organizzato proprio nel capoluogo siciliano “Le giornate della ricerca” dove Aziende, Università e Istituzioni si confronteranno su innovazione tecnologica e di prodotto per un miglior riciclo e nuove applicazioni in plastica riciclata”. 

Per info sul progetto si può inviare un’email a scuola.formazione@legambiente.it

Tutte le classi delle scuole della Sicilia possono scaricare la guida insegnanti per realizzare il progetto al seguente link: https://www.legambientescuolaformazione.it/eventi/se-butti-male-finisce-mare