Rilanciare il nucleare in Italia: la petizione a sfavore

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CASA GAS FREE, Associazione Ambientalista ha inviato una comunicazione (PEC) al Ministro Pichetto Fratin per evitare di rilanciare il nucleare in Italia, in vista della prima riunione della “Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile” fissata per il 21 settembre

La petizione è stata rilanciata da altre associazioni, tra le quali merita menzione Kyoto Club.

“Desideriamo esprimere con fermezza la nostra preoccupazione in merito a questa decisione, poiché riteniamo tale iniziativa profondamente problematica per il nostro paese, una scelta anacronistica, antieconomica, antiecologica e rischiosa.”

Tale affermazione prende vita da alcune importanti riflessioni sul tema:

       Una scelta anacronistica

La decisione di riprendere la via del nucleare in Italia appare alquanto anacronistica, dopo due referendum popolari contro questa tecnologia, a distanza di 40 anni e con tante nazioni che stanno compiendo passi significativi verso la dismissione delle centrali nucleari esistenti. Paesi come la Germania hanno già intrapreso il percorso dell’abbandono del nucleare e stanno tracciando la strada da seguire.

       Uno sviluppo antieconomico

I progetti di centrali nucleari richiedono tempo per diventare operativi, con stime che indicano un periodo di 10-20 anni. Inoltre, questi progetti comportano costi elevati che inevitabilmente ricadranno sulla collettività con miliardi di euro di debito pubblico. Queste risorse potrebbero invece essere investite in tecnologie energetiche con fonti rinnovabili immediatamente fruibili ed economicamente più sostenibili, con una prospettiva lungimirante per il nostro Paese.

       Uno scenario antiecologico

In un paese come l’Italia, che ha già subito gravi ecocatastrofi ambientali a causa di discariche abusive di rifiuti tossici e speciali, l’ipotesi di scoprire in futuro scorie nucleari nei terreni agricoli appare inquietante. Dovremmo imparare dalla nostra storia e concentrarci sulla protezione e la riqualificazione dell’ambiente, invece di esporre ulteriormente il nostro territorio e le nostre risorse naturali al rischio concreto di ecoreati ed ecodisastri.

       Una decisione rischiosa

L’Italia è una nazione soggetta a terremoti, esondazioni, frane e dissesti idrogeologici. L’incidente di Fukushima in Giappone ha dimostrato, in modo tragico, gli enormi rischi connessi all’energia nucleare in aree sismiche. Riconsiderare lo sviluppo di centrali nucleari in un Paese con simili vulnerabilità naturali, è una decisione molto rischiosa.

Riteniamo quindi che la reintroduzione dell’energia nucleare in Italia rappresenti una scelta controproducente e invitiamo a prendere in considerazione le ragioni di preoccupazione sopra riportate; chiediamo l’impegno del governo per un futuro energetico sostenibile, sicuro ed economicamente vantaggioso per il bene della nostra nazione e delle generazioni future.”La decisione del governo italiano di valutare il ritorno al nucleare ha aperto un dibattito nazionale sull’energia e la sostenibilità, sottolineando l’importanza di considerare attentamente le implicazioni di tale scelta per l’ambiente, l’economia e la sicurezza del paese. Per questo, è ora in atto una petizione ideata dall’ ing. Simone Scotto di Carlo Presidente Associazione ambientalista CASA GAS FREE Ets: https://chng.it/S682pdrmPL

Fonte: Comunicato stampa