HABITAT FLUVIALE E CRISI CLIMATICA Presentazione del web documentary sul progetto “MesoHABSIM”

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“MesoHABSIM è il nome di un progetto di ricerca e di studio focalizzato sul Meso Habitat, che è la scala dimensionale dell’habitat dei fiumi che viene studiato dai ricercatori per capire come si comporta appunto questo habitat composto da tutte le specie viventi, quindi i pesci, i piccoli insetti, le larve, le piante acquatiche, tutto quello che siamo abituati a immaginare vivere intorno ad un fiume, appunto come si comporta questo ecosistema in relazione ovviamente al comportamento del fiume che scorre attraverso di esso. Quindi quando c’è poca acqua, quando c’è molta acqua, quanto tempo ci mette a ripopolare diciamo una certa area che prima invece in costanza di siccità risultava spoglia e quindi senza vita.

E poi… come scorre un fiume, con quale velocità, quale è la portata d’acqua, quando sta bene, quando non sta bene, che cosa fa star bene un fiume, che cosa invece lo mette a rischio della sua stessa esistenza. Tutti questi sono dei quesiti a cui, assurdo a dirsi, non esiste ancora una risposta univo, che in realtà nessuno conosce veramente il funzionamento della macchina a fiume”.

A raccontarci tutto ciò è Marco Merola che abbiamo raggiunto in vista della Conferenza relativa alla mostra Change a Torino il prossimo 28 novembre 2024

“Una cosa abbastanza incredibile nel 2024, ma è esattamente così e anche in Italia non conoscevamo questa cosa, quindi l’applicazione di questa metodologia di studio per la perfetta coabitazione tra habitat vivente e fiume è stata applicata per la prima volta in 13 regioni italiane a scala dimensionale più grande ovviamente riguarderà tutta l’Italia ed è particolarmente importante aver fatto questo genere di monitoraggi sul campo perché grazie a questi dati si potrà scrivere non solo si scriveranno le carte di identità di questi fiumi, ma si potrà avere una base di partenza per decidere che uso fare dell’acqua in futuro quando scarseggerà ancora di più di quanto non sia scarseggiata già negli ultimi anni a cui siamo state abituati alle grandi siccità, cosa particolarmente importante nel momento in cui si dovrà decidere il cosiddetto decreto sui recuperi idrici, quindi sulla quantità di acqua che deve essere concessa, le famose concessioni idriche di cui la nostra deadline è l’anno prossimo, quindi praticamente alla fine del 2025 lo Stato si dovrà esprimere su questa cosa e non sarà molto semplice perché si tratterà di capire a seconda dell’acqua che abbiamo che uso farne”.

Quindi con un litro d’acqua quanta ne daremo da bere, quanta ne useremo per produrre energia idroelettrica, quanta deve rimanere nel fiume e quanta invece dovrà essere data l’agricoltura che sappiamo essere il segmento di attività economica che è in assoluto più idroesigente, ci spiega Merola.

E ora qualche informazione sulla conferenza.

Conferenza intorno alla mostra Change! a cura del POLITECNICO DI TORINO Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) in collaborazione con Adaptation.it

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

Sala Feste Piazza Castello – Torino

Giovedì 28 novembre 2024, ore 16 – 17.30 ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

Fiume Trebbia a Gossolengo (Pc), giugno 2023 ©Marco Barretta / Progetto MesoHABSIM

Intervengono: Marco Piras, vice-Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino, Paolo Vezza, professore associato presso il Politecnico di Torino – DIATI, responsabile scientifico del progetto MesoHABSIM, Alex Laini, ricercatore presso l’Università degli Studi di Torino, Marco Merola, giornalista scientifico e ideatore di Adaptation.it, Gemma Burgazzi, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Torino, Isabelle Brichetto, ricercatrice presso il Politecnico di Torino – DIATI.

Prosegue il ciclo di conferenze a ingresso gratuito che, dal luglio a dicembre 2024, approfondiscono alcuni dei temi presentati nel percorso di mostra Change! Ieri, oggi, domani. Il Po.

Quanta acqua serve agli ecosistemi fluviali per vivere e prosperare? Stabilirlo è di vitale importanza, proprio il caso di dirlo, in uno scenario di carenza idrica ormai strutturale.

Nel trentennio 1991-2020 la disponibilità di acqua si è ridotta del 19% rispetto al periodo 1921-1950, per questo è scesa in campo la scienza, utilizzando una metodologia chiamata MesoHABSIM (Mesohabitat Simulation Model) che consente di disegnare modelli di coabitazione ottimale tra il fiume e le specie animali e vegetali che lo abitano. MesoHABSIM è stato sviluppato da un team internazionale che include specialisti di vari atenei ed enti di ricerca italiani: Politecnico di Torino, ISPRA e le Università di Torino, Trento e Parma.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il web documentary “MesoHABSIM“, un prodotto giornalistico e divulgativo realizzato dal team di Adaptation.it che attraverso spettacolari immagini da drone, videointerviste, grafiche e approfondimenti conduce il pubblico alla scoperta dei fiumi italiani e racconta il prezioso lavoro compiuto dai ricercatori che li hanno studiati.