Alla scoperta di Sea Shepherd e del loro grande impegno per il Pianeta

Sea Shepherd è una organizzazione internazionale che solca i mari in difesa del Pianeta. Da anni è attiva anche in Italia. Abbiamo intervistato Eugenio Fogli Vice-coordinatore del Dipartimento Media di Sea Shepherd, per scoprire qualcosa di più

Quando e come nasce Sea Shepherd?

Costituita nel 1977, Sea Shepherd è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro la cui missione è fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie.

Sea Shepherd pratica la tattica dell’azione diretta per investigare, documentare, agire, mostrare al mondo e impedire le attività illegali in alto mare. Salvaguardando la delicata biodiversità degli ecosistemi oceanici, Sea Shepherd opera per assicurarne la sopravvivenza per le generazioni future.

Il Capitano Paul Watson, fondatore dell’Organizzazione, è uno dei più importanti e rispettati leader nelle questioni ambientaliste. Sea Shepherd opera in alto mare con la sua flotta formata da 12 navi i cui nomi sono dedicati ai sostenitori che ne hanno reso possibile l’acquisizione. Sea Shepherd è impegnata su più fronti, sia in mare che a terra: dalla salvaguardia delle foche della Groenlandia, alla protezione dei delfini nella Baia di Taiji in Giappone.

Da dodici anni l’Organizzazione è impegnata nella più importante e difficile missione per la Vita dei nostri Oceani: salvare le balene dagli arpioni della flotta baleniera illegale giapponese, che nasconde sotto la facciata della “ricerca scientifica” una caccia puramente commerciale, vietata espressamente da una moratoria dell’IWC (International Whaling Commission) del 1986. In 10 anni di campagne la “Flotta di Nettuno” ha salvato la vita di oltre 6.000 balene.

Il significato dell’azione diretta di Sea Shepherd negli Oceani del mondo è racchiuso in questa famosa e semplicissima frase del suo fondatore:

“se gli oceani muoiono, moriamo anche noi” (Paul Watson).

Da quando è presente anche in Italia?

In Italia è più recente la costituzione del capitolo italiano ma in pochi anni Sea Shepherd Italia Onlus è diventata una colonna del movimento globale. Spesso le navi sono in riparazione in Italia e sono state istituite due campagne nazionali: una per difendere a Siracusa l’area Marina del Plemmirio e l’altra sul litorale napoletano per la protezione dei nidi di Tartaruga “ Operazione Jairo Mediterraneo”.  Organizziamo spesso sulle coste italiane eventi di pulizia spiagge e pulizia fondali.

Tra pochi giorni vi sarà uno degli appuntamenti italiani…

L’evento di Jesolo è una presentazione del movimento ai soci del Lions e della Croce Rossa, c’è quindi una conferenza con il CEO internazionale Alex Cornelissen ma anche attività in spiaggia che coinvolgono i ragazzi delle scuole. L’evento è aperto al pubblico.

Sostenibili non solo nel messaggio ma anche nell’organizzazione dell’evento. Si parla tantissimo in questi mesi del marine litter. Voi a riguardo avete fatto una precisa scelta

E’ importante non utilizzare plastica (nell’evento saranno utilizzate ecostoviglie biodegradabili, ndr) durante l’evento perché è da anni che Sea Shepherd si occupa dell’inquinamento marino e specialmente dall’inquinamento da plastica che è una delle principali minacce alla vita degli oceani. Infatti il nostro Dipartimento Scuole dedica circa la metà degli incontri al problema dei rifiuti marini e invita i ragazzi ad una differenziata “spinta”.

Qualche consiglio ai nostri lettori su come rispettare l’ambiente marino?

I consigli che di solito diamo è quello distare attentissimi a non disperdere nell’ambiente gli oggetti monouso o gli imballaggi perché anche se gettati nelle città o nei campi prima o poi arrivano in mare. Negli acquisti scegliere oggetti monouso che siano biodegradabili e compostabili. Mangiare meno pesce perché le attività della pesca hanno grande impatto sull’inquinamento marino ( reti di nylon, polistirolo ecc.)