Europa: messa la data di scadenza alla plastica monouso e obiettivo differenziata 90% bottiglie PET

Nel film “Il Laureato”, il protagonista, interpretato da Dustin Hoffman, si sente dire da un amico del padre “Plastica, Ben. Il futuro è nella plastica”. Dopo poco più di 50 anni dall’uscita nei cinema del film possiamo dire che la plastica rappresenterà il passato: la Commissione Europea ha proposto norme per limitare la produzione di 10 prodotti di plastica monouso – come, ad esempio cotton fioc, posate, piatti e cannucce in plastica – che, assieme agli attrezzi per la pesca perduti e abbandonati, costituiscono il 70% dei rifiuti presenti nei mari e negli oceani.

Gli oggetti di plastica monouso facilmente sostituibili con alternative più ecologiche (come, ad esempio, bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini) potranno, infatti, essere prodotti solo con materiali sostenibili come quelli biodegradabili. I contenitori in plastica monouso per bevande dovranno invece avere tappi e coperchi che rimangono attaccati al packaging.

Per quanto riguarda, invece, gli oggetti non facilmente realizzabili con materiale sostenibile, gli Stati membri dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione, rendendo disponibili alternative ecosostenibili presso i punti vendita o vietando che vengano distribuiti gratuitamente prodotti di plastica monouso. A carico dei produttori di contenitori per alimenti, involucri, contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero è inoltre previsto l’obbligo di rispettare particolari requisiti di progettazione, di etichettatura e di contribuire ai costi gestione e bonifica dei rifiuti nonché a quelli di sensibilizzazione del pubblico verso scelte più ecosostenibili. L’obiettivo che gli stati membri dovranno raggiungere, entro il 2025, è quello di raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande avviando, ad esempio, sistemi di cauzione-deposito.

In relazione agli articoli per la pesca, che costituiscono il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, la Commissione intende porre a carico dei produttori i costi della raccolta, del trasporto e del trattamento degli attrezzi giunti al fine vita.

Secondo le stime la direttiva proposta consentirà di abbattere le emissioni di CO2 di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, di evitare, entro il 2030, il verificarsi di danni ambientali il cui costo equivarrebbe a 22 miliardi di euro generando pertanto risparmi valutabili in circa 6,5 miliardi di euro.