Comoda, innovativa e a Km0: la spesa che conquista sempre più italiani (anche grazie al web)

Comoda, innovativa e a Km0: la spesa degli italiani è sempre più green e a dimostrarlo sono i numeri con cui L’Alveare che dice Sì!, la startup che unisce tecnologia e agricoltura sostenibile, festeggia il suo secondo compleanno. Aumentano infatti del 157% i membri iscritti sulla piattaforma per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando il web.

L’Alveare che dice Sì!, la startup che unisce tecnologia e agricoltura sostenibile, ha festeggiato in questi giorni  il secondo compleanno con 52.000 utenti registrati (+157% rispetto al 2016). Gli Alveari che in Italia permettono di vendere e comprare prodotti locali e genuini oggi sono ben 161; grazie ai quali ogni mese vengono effettuati oltre 6.000 ordini tramite piattaforma o app mobile (+152% rispetto al 2016) e i produttori registrano un fatturato totale di 1.300.000 euro. A Milano la prima gestrice che riesce a “vivere di Alveare” con un vero e proprio stipendio.

COME NASCE LA COMUNITY

Fondata da Eugenio Sapora il 4 dicembre 2015 presso i locali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino, L’Alveare che dice Sì! unisce tecnologia e sharing economy per permettere una distribuzione efficiente dei prodotti locali tra agricoltori e consumatori: gli Alveari sono infatti dei Gruppi di Acquisto 2.0 che consentono ai produttori locali presenti di unirsi e mettere in vendita online frutta, verdura, latticini, carni, formaggi e molto altro. La località dei prodotti è garantita a livello nazionale: la distanza media tra i produttori e gli Alveari è pari infatti a 32 km.

I consumatori registrati  possono acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino a casa, ordinando e pagando direttamente online, per poi ritirare la spesa settimanalmente in un luogo fisico, il vero e proprio “Alveare”, che può essere un bar, un ristorante, un co-working, una sala. Il progetto ha avuto origine in Francia nel 2011, dove da subito ha riscontrato un enorme successo, vantando tra i suoi fondatori Mounir Mahjoubi, Segretario di Stato al Digitale in Francia.

La community si allarga: 52.000 utenti registrati (+157%)

Eccezionale l’aumento di utenti della community de L’Alveare che dice Sì! che sulla piattaforma vendono o comprano i prodotti a Km0: in un solo anno le iscrizioni sono passate da 20.173 a 52.000. In particolare, i produttori che partecipano al progetto sono triplicati, passando dai 392 di fine 2016 ai 1.200 con cui Alveare festeggia il secondo anno in Italia.

Tramite la piattaforma o la app mobile di Alveare sono invece in media 6.300 gli ordini mensili fatti dai consumatori, contro i 2.500 del 2016 (+152%), il che permette ad oggi di calcolare in totale un fatturato di 1.300.000 € per i produttori della rete, con un aumento del 140% rispetto all’anno precedente.

“La nostra rete si sta espandendo e sta coinvolgendo sempre più consumatori attenti alla qualità e alla vicinanza dei prodotti. Lo dimostra il fatto che alcune città come Torino e Milano presentano un Alveare quasi in ogni quartiere”, spiega Eugenio Sapora, fondatore di L’Alveare che dice Sì!. “Nel 2017 abbiamo allargato il team centrale dell’Alveare, composto ora da 8 membri. Obiettivo del 2018 – conclude il fondatore – è continuare la crescita in ogni settore, investendo soprattutto nel supporto alla rete attiva sul territorio italiano, per renderla sempre più solida e stabile, e sostenere la nascita di nuovi Alveari”.

E voi sapete da dove viene la vostra spesa?

ARTICOLO DI LETIZIA PALMISANO GIORNALISTA AMBIENTALE