Sacchetti ultraleggeri compostabili. Ecco cosa pensano gli italiani

I sacchetti ultraleggeri del reparto ortofrutta saranno compostabili. A scoprire cosa ne pensano gli italiani ci ha pensato il rapporto di ricerca integrato “I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta” realizzato da IPSOS Public Affairs e presentato oggi all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Nando Pagnoncelli e Luisa Vassanelli.

Partiamo da un dato di fatto, sottolineato dalla ricerca. Il 66% degli italiani aquista abitualmente frutta e verdura al supermercato e di questi l’80% utilizza i sacchetti ultraleggeri. Stiamo quindi parlando di numeri notevoli.

Secondo il sondaggio ipsos il 58% degli intervistati si dichiara pronto ad accogliere favorevolmente l’introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile e il  59% valuta il costo di 2 cent per sacchetto del tutto accettabile; mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario a qualsiasi esborso economico.

Dagli intervistati emerge l’esigenza di mettere fine a comportamenti che impattano sulla salute del pianeta ed ognuno è chiamato a fare la propria parte. Infatti, rispetto all’attribuzione di responsabilità sulla creazione delle “garbage trash”, il 70% degli intervistati si auto-colpevolizza. Emerge quindi la volontà di spendere qualcosa in più per un prodotto che salvaguardi ambiente e occupazione; solo una quota residuale del campione (16%) non si trova d’accordo.

Secondo Alessandro Ferlito, responsabile commerciale di Novamont, “un dato emerge su tutti dalla ricerca: per il consumatore il sacchetto, sia esso per asporto merci che frutta/verdura oggi è, a tutti gli effetti, un servizio perché non esaurisce la sua funzionalità nel singolo gesto di trasporto e perché portatore di valori rispetto all’ambiente. Gli italiani sono pronti alla nuova direttiva ma chiedono più qualità e più informazione e la GDO,che da sempre è sensibile a questa domanda, saprà certamente rendersene interprete”.

Un percorso, quello sui sacchetti, nato nel 2011 con l’introduzione dell’obbligo di shopper biodegradabili e compostabili conformi ai parametri della EN13432.