Pescatori e ricercatori dalla parte delle Tartaruge: è TartaLife

Pur essendo gradite ospiti di molti angoli del Mar Mediterraneo, a troppe tartarughe marine capita di diventare vittima di catture accidentali di pesca.
La loro salvaguardia viene considerata una priorità nell’ambito della tutela dell’ecosistema marino.
Non a caso è giunto al quarto anno di attività “TartaLife” progetto finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE+ e cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Direzione Generale Pesca e dalla Regione Marche.
Il progetto, promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare, è organizzato dal CNR – Istituto di Scienze del Mare di Ancona che coordina le attività degli altri 6 partner coinvolti, oltre al Consorzio UNIMAR: Provincia di Agrigento, Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Fondazione Cetacea, Area Marina Protetta Isole Egadi, Legambiente, Area Marina Protetta Isole Pelagie.
I risultati sino ad ora ottenuti da Tartalife sono incoraggianti: oltre 1.500 pescatori sono stati coinvolti nel progetto che mira a diffondere l’impiego, nel settore della pesca professionale, di particolari reti a strascico munite di una particolare griglia (TED – Turtle Exculder Device) che evita la cattura delle tartarughe nonché l’utilizzo di ami circolari meno pericolosi per le tartarughe e più facili da rimuovere rispetto a quelli tradizionali. Viene inoltre promosso l’uso di particolari nasse completamente richiudibili su sé stesse nonché di led ultravioletti che rendono le reti più visibili alle tartarughe.
Gli esperti di Tartalife hanno insegnato a tanti pescatori i metodi di recupero delle tartarughe accidentalmente ferite o catturate. E’ stata realizzata “TartAPP” un edugame scaricabile online che, grazie all’utilizzo di domande, schede informative e un glossario ad hoc, consente di implementare le proprie conoscenze sul mondo delle tartarughe.
“Il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei pescatori – ha affermato Alessandro Lucchetti del CNR Ismar – è di fondamentale importanza per la salvaguardia delle tartarughe. Grazie al progetto Tartalife l’alleanza con il mondo della pesca è stata ulteriormente irrobustita e siamo convinti che in futuro questa collaborazione sarà sempre più estesa”.
“Con TartaLife i pescatori italiani possono dimostrare di avere una elevata sensibilità ambientale e di poter essere soggetti attivi della tutela del mare e delle sue risorse – ha dichiarato Giampaolo Buonfiglio, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane della Pesca –. Una capacità da valorizzare e utilizzare con un sempre maggiore coinvolgimento in questo come in altri progetti di protezione dell’ambiente”.